In un mondo globalizzato, sono sempre più le famiglie che scelgono un percorso d’istruzione basato sul bilinguismo, soprattutto per l’inglese, stante la diffusione e l’importanza che ha questa lingua per gli sviluppi futuri dei propri figli. Da qui nasce l’esigenza di affrontare un tema che negli anni è stato molto dibattuto anche con tesi fuorvianti e mala informazione. Per bilinguismo si intende la capacità di una persona di potersi esprimere oralmente e per iscritto correttamente in due lingue tra cui quella madre.
Educare il proprio figlio attraverso un percorso basato sull’insegnamento di una seconda lingua è divenuto prioritario al fine di consentire alla propria prole di poter imparare un nuovo idioma, ma anche e soprattutto prepararla già dai primi mesi di vita a un contesto che richiede la conoscenza di altre lingue sia a livello sociale che in ambito lavorativo.
Una questione che riguarda un numero sempre maggiore di famiglie che intendono offrire ai propri bambini l’opportunità di sviluppare una padronanza bilinguistica che gli risulterà utile per il futuro, non solo a livello meramente di comprensione di altri linguaggi ma anche per i risvolti a livello di apprendimento che questa pratica comprende, e per renderli pronti ad affrontare le complessità del mondo e vivere fin da subito il multiculturalismo.

I vantaggi del bilinguismo per i più piccoli

In passato, senza andare troppo indietro negli anni, si credeva, pur senza basi accertate, che i bambini che crescevano in un contesto di bilinguismo, potevano sviluppare problemi cognitivi e linguistici. Una pregiudizio che nel corso del tempo è risultato sempre più marginale per lasciare spazio ai tanti vantaggi ed effetti positivi che questa pratica ha nella crescita del bambino, a partire già dai primi mesi di vita.
Il bambino che parla due o più lingue è in grado di essere più elastico a livello cognitivo nell’apprendere altri concetti. Per questo diventa fondamentale che cominci a imparare la seconda lingua nei primi 1000 giorni di vita, avendo quest’ultimo in questa fase la massima plasticità cerebrale. Inoltre far crescere un bambino in un ambiente caratterizzato da bilinguismo, consente al giovane di apprendere le lingue in tempi più rapidi e con maggiore efficacia rispetto a un adulto.

Effetti positivi del bilinguismo nei bambini

Nei casi in cui il bambino si trova in un contesto di bilinguismo fin dalla nascita parliamo di bilinguismo simultaneo (il più efficace), via via che si cresce si passa al bilinguismo precoce, se la seconda lingua gli viene insegnata entro gli otto anni e bilinguismo tardivo dopo questa età. Tornando agli effetti positivi del bilinguismo fin dalla nascita, esistono tutta una serie di vantaggi che riguardano oltre alla sfera cognitiva anche quella sociale e professionale. Tra i risvolti positivi di un percorso di bilinguismo fin dalla tenera età ci sono:

  • Elasticità cognitiva: il bambino bilingue oltre ad avere una predisposizione migliore nell’imparare altre lingue ulteriori alle due che già conosce, presenta livelli di concentrazione e capacità analitiche maggiori rispetto al monolingue. Inoltre si trova nella condizione di affrontare nuovi insegnamenti con una spirito intrinseco più entusiasta.
  • Comprensione del mondo in cui vive: avendo a che fare con due linguaggi diversi sin da piccolo, il bambino bilingue riesce a capire le differenze che esistono tra una persona e l’altra, eliminando barriere pregiudiziali e aprendosi a contesti anche molto differenti rispetto a quelli in cui normalmente vive. Grazie alla sua capacità, il bambino bilingue può conoscere nuove culture, comprenderne gli usi e i costumi e percepire con naturalezza i diversi modi di vivere di popoli lontani per tradizioni e comportamenti rispetto al proprio luogo di appartenenza, predisponendosi verso un mondo caratterizzato dal multiculturalismo in modo proattivo.
  • Nuove occasioni di gioco: insegnare una nuova lingua ai bambini fin da piccoli consente all’educatore di strutturare nuove soluzioni di gioco attraverso le quali il bambino oltre agli aspetti legati al divertimento, apprende e impara qualcosa di nuovo.
  • Risvolti professionali futuri: imparare una lingua da piccoli, sviluppando una conoscenza di un idioma al pari della lingua madre, avrà degli effetti positivi quando crescendo dovrà confrontarsi con il mondo del lavoro. Uno dei requisiti più richiesti all’interno del proprio curriculum è proprio la conoscenza di altre lingue. I bambini bilingue, a differenza di coloro che asseriscono competenze linguistiche spesso non confermate dai fatti, possono dimostrare assoluta padronanza di questo elemento divenuto essenziale per la propria carriera.

Quando iniziare ad imparare una nuova lingua

Come dicevamo, è fondamentale iniziare l’insegnamento di una seconda lingua il prima possibile visto che in fase di gestazione e nei primi 1000 giorni di vita il cervello dei nostri figli è caratterizzato dalla massima plasticità a livello cognitivo e di apprendimento. Per questo motivo, esistono numerosi istituti e scuole che cominciano con l’insegnamento della seconda lingua anche per i più piccoli, quindi sia negli asili nido che nelle scuole materne. La seconda lingua da imparare spesso è l’inglese, essendo uno degli idiomi più parlati al mondo, oltre che quello che presenta le maggiori opportunità in sede professionale.
Un altro aspetto necessario per il corretto insegnamento è quello di far conoscere la nuova lingua in modo naturale, senza forzature e attraverso il gioco. Per questo è necessario che il bambino sia completamente immerso in un ambiente bilingue e che ci si rivolga a lui sempre nella lingua che deve imparare, non solo nelle situazioni relative all’insegnamento. In questo senso, l’educatore deve essere madre lingua o non deve mai esprimersi in italiano. Inoltre, sarebbe bene che, anche fuori dal contesto scolastico, il bambino possa continuare a parlare nella nuova lingua con qualcun altro, come ad esempio una tata.

In linea di massima se vogliamo veramente che nostro figlio possa diventare bilingue in modo efficace è meglio iscriverlo a scuole specializzate nel bilinguismo nelle quali trascorrere la maggior parte della giornata, come al nido o alla materna, piuttosto che fargli frequentare un corso con appuntamenti settimanali. Come dicevamo, immergersi completamente in un contesto in cui si parla un’altra lingua è la soluzione più efficace per raggiungere il risultato sperato, perché è la continuità a fare davvero la differenza.

Ogni bambino imparerà la parola che gli consentirà di essere capito

Crescere Insieme offre la possibilità di iscrivere i più piccoli ad asili nido che hanno messo al centro delle proprie iniziative il bilinguismo, attraverso percorsi in lingua inglese, gestiti da una figura bilingue per ogni gruppo, che stimola il bambino a imparare un nuovo idioma in modo naturale attraverso il gioco, la condivisione e l’apertura mentale.
I bambini utilizzano suoni e parole, per farsi comprendere, per chiedere delle cose, per vivere appieno la relazione con il caregiver. Questo è uno dei motivi per cui anche i bambini molto piccoli possono tranquillamente essere esposti a lingue diverse. Nei primi tre anni di vita la plasticità del cervello è massima e la modalità di acquisizione delle lingue avviene con la stessa modalità di acquisizione della prima lingua.
Bilinguismo significa inclusione e accoglienza. Il bilinguismo prepara alla complessità del mondo che i bambini troveranno sulla loro strada da grandi, affrontando situazioni nuove con prontezza e spirito critico, eliminando quelle barriere linguistiche e sociali che caratterizzano da sempre la crescita in un ambiente globalizzato. Questo è uno dei valori fondanti degli asili di Crescere Insieme, all’interno dei quali il bambino è al centro di un progetto che ha come obiettivo non solo l’apprendimento e il suo sviluppo cognitivo ma anche e soprattutto quello di valorizzare il suo essere e stimolare le sue capacità relazionali e affettive.