Affrontare lo svezzamento dei bimbi

Il momento dello svezzamento prima o poi arriva per tutti i piccoli e per tutti i genitori che devono gestire un cambiamento tanto importante nell’alimentazione del bambino. È meglio allora organizzarsi e capire cosa fare in questa fase di passaggio.

Cosa è lo svezzamento?

Lo svezzamento consiste nel passare da un’alimentazione a base esclusiva di latte ad una che prevede anche altri alimenti. Questa introduzione è indispensabile perché dopo i primi sei-otto mesi di vita del bambino, i nutrienti che sono assunti con il latte non bastano più a soddisfare le sue esigenze di crescita. In particolare il bebè ha la necessità di avere nella sua alimentazione i sali minerali e le vitamine che sono importanti per la sua crescita.Tra questi c’è il ferro che il piccolo deve assumere per preservare il suo sviluppo psicomotorio.

Ci vuole pazienza…

Lo svezzamento del piccolo è sempre molto stressante per i genitori. Il consiglio per affrontare questa fase è di avere pazienza, non avvilirti di fronte ai primi rifiuti. I bambini spesso non accettano il cucchiaio o non gradiscono altri sapori perché sono abituati al latte e non vogliono cambiare. In questi casi è molto facile farsi prendere dallo sconforto soprattutto quando il piccolo sputa l’alimento proposto oppure gira il viso e serra la bocca.

A questo punto non resta altro da fare che lasciare perdere, se infatti il rifiuto è così netto, è inutile continuare in quel momento a imporre la pappa. Una possibile soluzione è quella di proporre il pasto successivo un po’ più ravvicinato nel tempo per assicurargli il cibo di cui ha bisogno. Se per una volta mangia poco o quasi nulla non sarà certo pregiudicata la sua crescita! Se invece sostituirai la pappa al latte, nel momento del rifiuto della pappa il bambino capirà che può anche continuare ad avere esclusivamente il latte e sarà più difficile svezzarlo. Il piccolo avvertirà l’ansia dei genitori, quindi restate sereni e anche se con difficoltà, dopo qualche tentativo riuscirete ad ottenere con successo i primi assaggi.

Cosa puoi acquistare per la pappa

In genere il bebè usa stoviglie personali per la pappa. Il set di norma è composto da un cucchiaino, una forchetta, un piatto piano, uno fondo ed un bicchiere. Le confezioni in vendita sono colorate e ci sono disegni accattivanti. Sono disponibili in diversi materiali: ceramica, plastica, bambù, altri materiali vegetali, acciaio. Assicurati che le stoviglie possano essere lavate senza assorbire saponi.

I bambini amano toccare la pappa, secondo molti esperti della prima infanzia bisogna lasciarli fare, perché in questo modo conoscono il mondo che li circonda. Quindi ti consigliamo di scegliere un set fatto con materiali che non temano gli urti e gli eventuali lanci. Spesso il set per la prima pappa è in vendita anche con un suo contenitore, un box che può essere utile se vuoi portare con te l’occorrente se pranzi fuori con il bambino.

Meglio gli omogeneizzati, i liofilizzati o le preparazioni casalinghe?

Ci sono alcune scelte da fare al momento dello svezzamento perché sul mercato ci sono diversi prodotti e opportunità. È sempre meglio allora prendere qualche informazione e fare un po’ di chiarezza. Ogni scelta presenta vantaggi e svantaggi.

Gli omogeneizzati: presentano la comodità di essere disponibili subito e nella dispensa puoi tenere i diversi preparati e, in poco tempo, puoi proporli al piccolo. La materia prima è molto controllata all’origine e il preparato è conservato in vetro per cui il prodotto è garantito dal punto di vista dell’igiene. Gli omogeneizzati sono molto digeribili perché il cibo è trattato in modo tale da essere gestito con facilità dall’intestino del bambino. In passato contenevano molti conservanti, attualmente la loro qualità è molto migliorata.

I liofilizzati: sono anch’essi disponibili presto. Alla base dei cibi liofilizzati c’è il congelamento degli alimenti per impedire che la materia prima si deteriori. Il cibo viene sminuzzato ed essiccato prima di procedere al confezionamento. Al pari degli omogeneizzati sono controllati all’origine e sono conservati in vetro. Anche i liofilizzati sono digeribili e mantengono inalterate le proprietà organolettiche del cibo.

Il cibo preparato in casa: rappresenta una buona soluzione se hai il tempo di cucinare. Puoi acquistare un robot da cucina adatto a preparare le prime pappe e utilizzarlo all’occorrenza. Il macchinario è indispensabile per riuscire a preparare cibi che siano digeribili per l’intestino del piccolo che è abituato ad ingerire solo il latte. Se preferisci questa soluzione dovrai fare molta attenzione alla provenienza degli alimenti e controllarne la qualità.

Qualunque sia la tua scelta preferisci sempre prodotti di ottima qualità e alimenti biologici per educare il piccolo a gusti più semplici e sani. Il bambino che si abitua ai sapori autentici è più disponibile a provare cibi diversi, rendendo più semplice l’obiettivo dei genitori che è quello di dare al piccolo l’abitudine ad un’alimentazione varia.

Quando iniziare lo svezzamento

Un altro nodo importante da sciogliere è quando iniziare lo svezzamento. Ti forniamo un’indicazione che può esserti d’aiuto. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ritiene che un bambino di sei mesi possa assumere la sua prima pappa. A sei mesi è già in grado di stare seduto correttamente sul seggiolone, ha normalmente raddoppiato il suo peso dalla nascita e manifesta le sue preferenze. Inoltre il suo intestino è pronto per gestire la digestione di alimenti diversi dal latte.

Fino a sei mesi l’OMS promuove l’allattamento al seno in modo esclusivo e, se questo non fosse possibile, sono reperibili oggi sul mercato diversi tipi di latte artificiale che sono di ottima qualità.

L’introduzione graduale

Il metodo più utilizzato per iniziare lo svezzamento prevede di introdurre gli alimenti in modo graduale per consentire al bambino di abituarsi al nuovo gusto e per vedere se riesce a tollerare gli alimenti proposti. Tra i vari orari in cui introdurre la pappa spesso i pediatri preferiscono le dodici, alla base di questo primo pasto c’è il brodo vegetale a cui vengono aggiunti gli altri alimenti.

La ricetta del brodo vegetale

Il brodo vegetale del piccolo è particolarmente leggero. Si prepara infatti con un numero limitato di verdure che sono particolarmente digeribili e che quindi sono idonee allo svezzamento. Metti in una pentola con il coperchio un litro di acqua, una patata, una zucchina, qualche foglia di bieta, una carota e porta a bollore.

Quando il volume del liquido si è ridotto della metà il brodo è pronto. Le verdure per adesso non possono essere utilizzate per la pappa del piccolo per cui devono essere tolte dal liquido. Usa circa 100 millilitri di brodo per preparare la prima pappa. Il brodo è alla base dell’alimentazione del bambino e dovrai cucinarlo molto spesso. Un metodo per non impiegare troppo tempo nella preparazione? Usa la pentola a pressione, risparmierai tempo.

I primi pasti

La pappa è un piatto unico in cui si trovano tutti gli alimenti e il brodo è il liquido di base a cui dovrai aggiungere dieci grammi di crema di riso. Questa normalmente è la più tollerata e gradita dal bambino, ma se tuo figlio non la dovesse preferire puoi proporre, dopo qualche tentativo, anche la stessa quantità di farina di mais e di tapioca che sono ugualmente leggere.

Il pasto però non è completo senza le proteine per cui alle creme devi aggiungere la carne di coniglio o di agnello. Il potere allergizzante di queste carni è basso e potrai darle al bambino con maggiore serenità. Se il prodotto che hai scelto è il liofilizzato sono sufficienti cinque grammi, se invece hai preferito l’omogeneizzato usa mezzo vasetto.

Completa la pappa con un cucchiaino di olio extra vergine di oliva e uno di parmigiano reggiano. Non aggiungere il sale. Dopo i primi giorni puoi raddoppiare le quantità di brodo e di carne.

Quando inserire i nuovi alimenti

Uno dei problemi che si affrontano durante la fase dello svezzamento è la prevenzione di allergie e quindi un buon consiglio può essere quello di procedere in questo ordine:

· Riso

· Tapioca

· Mais

· Avena

· Grano

Dopo l’assunzione del pollo e dell’agnello puoi introdurre dopo qualche tempo anche le altre carni, i legumi e le verdure. Gestisci ogni inserimento uno per volta e solo con il passare dei giorni proponi un alimento nuovo. Alcuni cibi sono particolarmente allergizzanti e i genitori devono stare attenti ad eventuali reazioni del bambino. Tra questi ci sono le uova, il pesce e le arachidi. Se in famiglia si soffre di intolleranze alimentari è bene parlarne con il pediatra per avere il consiglio più adatto alle esigenze del bambino.

Per un’alimentazione corretta fai attenzione a…fino ai dodici mesi non aggiungere né il sale né lo zucchero agli alimenti. Il sale può infatti favorire da adulti l’ipertensione, è già contenuto nei cibi e questo è sufficiente ad assicurare il gusto delle pietanze. Dopo i dodici mesi puoi usare il sale iodato, questo infatti assicura una buona assunzione di iodio che è molto importante per lo sviluppo psicofisico del bambino. Cosa fare invece con lo zucchero? Anche questo può essere assunto dopo i dodici mesi solo in piccole quantità perché favorisce l’insorgere di carie, l’obesità ed è responsabile dell’aumento dell’indice glicemico. Evita tutte le bevande particolarmente ricche di zuccheri come i succhi di frutta, il tè pronto e le bibite gasate, è il modo giusto per avere uno stile di vita sano.

Un’altra strada: l’auto svezzamento

Se il bebè ha compiuto sei mesi d’età e credi nella sua capacità di autoregolarsi rispetto al cibo, puoi non seguire alcuno schema relativo alle prime pappe. Il piccolo seduto nel seggiolone mangerà quello che mangiano i genitori se lo desidera, non ci sono regole relative al suo svezzamento. In questo caso il consiglio del pediatra è molto importante perché la dieta familiare deve essere adattata alle esigenze del bambino che non ha i denti e ha un intestino ancora non maturo.

BONUS: Le famiglie vegetariane e vegane

Se la tua famiglia è vegetariana e vuoi che tuo figlio già dallo svezzamento segua questo tipo di regime alimentare puoi fare un percorso adeguato alle tue necessità. In che modo? L’inserimento delle uova, degli ortaggi e dei legumi deve essere strutturato in modo che possa interamente coprire il fabbisogno del bambino. Spiega le tue esigenze al pediatra saprà di certo aiutarti a gestire al meglio lo svezzamento. Per i vegani si rende spesso necessario l’assunzione di vitamina B12. Rivolgiti al pediatra del piccolo, ti aiuterà nel percorso!