Intelligenza musicale: uno dei modi per comprendere il mondo

L’intelligenza musicale ha la stessa identica rilevanza di altre forme di intelligenza, quali quella linguistica, quella logico-matematica, quella cinestesica ma anche di quella interpersonale e spaziale, solo per citarne alcune.

(H. Gardner, Formae Mentis, 1987).

Tutte le intelligenze insieme non sono altro che lo strumento che piccoli e grandi hanno a disposizione per comprendere il mondo e imparare cose nuove. L’esperienza musicale precoce pertanto  permette ai bambini di sviluppare quella che gli  scienziati definiscono audiation (E. Gordon, Learning Sequences in Music: A Contemporary Learning Theory ,2007) che è la capacità di pensare musicalmente e cioè di sentire e comprendere nella propria mente musica che non è fisicamente presente durante l’ascolto o la performance musicale. Facciamo un’analogia con il linguaggio. Pensiamo ad una conversazione: quando parliamo, o quando ascoltiamo qualcuno parlare, ‘conserviamo’ in testa istantaneamente le parole appena dette o ascoltate, all’interno di una sequenza che ne mantiene il significato. Questo ci consente di non perdere il filo del discorso e di anticiparne l’evoluzione. Lo stesso procedimento avviene per i suoni di un brano musicale ascoltato o eseguito, si riesce a: richiamare nella mente la musica ascoltata poco o molto tempo prima, predire, durante l’ascolto, i suoni che ancora devono venire, cantare una musica nella testa, ‘ascoltarla’ nella testa mentre si legge o si scrive uno spartito, improvvisare con la voce o con uno strumento. L’audiation non si può insegnare, ma il suo sviluppo, proprio come lo sviluppo del linguaggio, può essere favorito attraverso specifiche attività.

Gravidanza: quale rilevanza ha la musica?

La musica è molto rilevante nel processo di sviluppo cognitivo dei bambini fin dai primi mesi.
Già dal secondo trimestre di gravidanza il feto è in grado di percepire distintamente la musica, ascoltarla ed essere da essa influenzato.

Il feto a partire dal quinto e sesto mese di gravidanza è in grado di percepire i suoni provenienti dall’esterno che saranno successivamente individuati e riconosciuti dal bambino una volta nato. Proprio per questa ragione, stimolare la mente del nascituro attraverso la musica gli consentirà di sviluppare una maggiore capacità di discriminazione dei suoni già dalle prime ore di vita. A dimostrazione dell’influenza dei suoni e dei timbri durante la gravidanza si può osservare il fatto che i piccoli si voltano verso il suono della voce della mamma già da appena nati.

L’importanza della musica dopo la nascita

Una volta che il tuo bambino è nato potrai continuare a stimolare lo sviluppo della sua intelligenza musicale proprio come si fa con la lingua madre. Far ascoltare musica al bambino gli consente di apprendere la sintassi e la semantica musicale attraverso la relazione quotidiana con la figura che si prende cura di lui (caregiver). Questo processo di apprendimento avviene attraverso l’emisfero destro del cervello, la parte che è la principale responsabile dell’elaborazione degli stimoli musicali.

La prima infanzia e la musica

Durante questa fase della vita di tuo figlio, ogni forma di esperienza arricchisce il suo bagaglio personale che gli permetterà di sviluppare capacità e abilità nel corso di tutta la sua vita. Tuttavia, ogni esperienza deve essere proposta attraverso una modalità giocosa. Per integrare la musica nelle sue attività ludiche potrai inserire tra i suoi giocattoli qualche strumento musicale rudimentale come ad esempio, tamburi, xilofono, maracas, sonagli, un triangolo ecc.. E’ importante utilizzare e proporre strumenti che consentano al bambino di familiarizzare con suoni di tonalità e timbri differenti, e anche con la ritmicità.

Le abilità musicali nei bambini

In base all’età, il tuo bambino potrà acquisire alcune abilità nell’ambito musicale. Nello specifico:
• tra i 3-4 mesi di età i bambini sono in grado di riprodurre le note che sentono;
• all’incirca intorno all’anno di età imparano a riprodurre una melodia.
• nel periodo che intercorre tra il primo anno di età e il secondo anno vi è la cosiddetta esplorazione sonora, ovvero la produzione di suoni da parte del bambino che esegue dei veri e propri ‘test’ con la sua voce. Questi diventano sempre più precisi e ‘organizzati’ con l’esperienza e la messa in pratica delle regole musicali;

dal secondo al terzo anno di età, invece, è stato ampiamente dimostrato che le potenzialità musicali del bambino raggiungono i massimi livelli. Esse andranno decrescendo fino ai 9 anni, età nella quale si stabilizzano;

Pur considerando queste ‘regole’ teoriche, è essenziale dire che gli stimoli sonori che proporrai a tuo figlio dovranno essere il più possibile diversificati affinché egli possa sviluppare al massimo queste abilità.

La musica per contrastare ansie e paure

La musica, se scelta con criteri adeguati, permette ai bambini di allontanare i sentimenti negativi, la paura e le ansie. Si pensi solo alla ninna nanna, che accompagna dolcemente il bambino nelle prime fasi del sonno. In questo modo è facile comprendere quali siano i benefici sulla psiche di tuo figlio. La musica, inoltre, contribuisce allo sviluppo emotivo e alle competenze affettive. Giocare con tuo figlio inserendo stimoli musicali, gli permette altresì di arricchire le relazioni con le figure di riferimento (mamma, papà, fratelli, nonni, insegnanti ecc…) consolidando sempre di più la relazione di attaccamento.